Manuela Carnini

Prossima mostra

13 settembre 2020
Castello dei Cento Tetti
Via Don Luigi Sturzo, 17
Cassano Magnago (Va)

Parte del ricavato della mostra
sarà devoluto in beneficenza a:

EvaOnlus: www.evaonlus.it
Aias Onlus: www.aias-busto.it

L’amore ti salva

Ogni sofferenza è un’opportunità e si trasforma in bellezza.

Il poeta scrisse:

I’ posi mente: quelle rose allora
mai non vi potre’ dir quant’eran belle;
quale scoppiava della boccia ancora;
qual’eron un po’ passe e qual novelle.
Amor mi disse allor: «Va’, co’ di quelle
che più vedi fiorite in sullo spino.

La ballata delle rose (Angelo Poliziano)

La pittrice Manuela Carnini, va oltre la sua personale abilità tecnica, entra nell’ anima con una scia- bolata di colori, ed innumerevoli rose appaiono agli occhi e pare nell‘intensità coglierne il profumo. Ma essa va ben oltre l’immagine idilliaca: scava nel profondo ci fa riflettere, e, come dice il poeta… “Va cò di quelle che vedi fiorite in sullo spino..”

Una pittura struggente che vuole e va al di là della tela che va verso la commozione. Sì, commozione per la bellezza, per il coinvolgimento che la sua pittura ci dona.

Grazie Manuela per questo dono.

Luciano Pavan

Biografia

Manuela Carnini nasce a Busto Arsizio il 12 Ottobre 1973, ha studiato al liceo scientifico “A.Tosi” e successivamente si è laureata in Medicina e Chirurgia e specializzata in Chirurgia Vascolare a pieni voti presso l’Universita’ degli Studi dell’Insubria in Varese.
Nel 1996 ha partecipato alle Olimpiadi di Atlanta nel nuoto sincronizzato, classificandosi al sesto posto con la nazionale italiana. Plurimi i titoli italiani e le medaglie di Bronzo ai campionati europei.
Nella vita, però, dice Manuela, essendo medico e a contatto con tante storie vissute dai racconti dei suoi pazienti, ogni persona può trovarsi difronte a prove dolorose e inaspettate come una malattia, il lutto di una persona cara (un figlio, un genitore o un amico), un incidente stradale, un tradimento, la perdita di ciò che ami più di ogni altra cosa o una pandemia epocale.
Manuela, durante il lockdown attraverso l’uso dei colori e giocando coi suoi bambini Francesco e Virginia di 4 e 3 anni, si è ritrovata ad essere “bambina” come loro ed ha iniziato a dipingere da autodidatta.
Dopo aver messo a nanna i bimbi, di sera e di notte, si metteva a dipingere… in quel silenzio e solitudine che il Covid-19 ha imposto violentemente a tutto il mondo. Dapprima ha cominciato a fare piccoli disegni e quadretti prendendo spunto anche da molti pittori storici, via via la passione è aumentata fino ad arrivare ai colori ad olio su tela e a tecniche miste e materici monocromatici.
Nell’arte Manuela ha ritrovato se stessa e la sua vera essenza per buttare giù quasi di getto in ogni pennellata un atto d’amore.
Non chiede la perfezione della tecnica di cui non ha nessuna competenza o studio, ma ogni notte elabora un dipinto, una storia, un grido d’amore dell’anima.
La pittura le ha dato la forza di superare ogni paura anche per il suo ruolo di medico durante quei mesi duri di lavoro e responsabilità verso il prossimo e verso i suoi piccoli bambini. Ha realizzato circa 150 dipinti tra quadretti ed opere su tela.

Il tema conduttore è un inno alla vita, alla rinascita, alla bellezza, all’amore ed alla donna in cui l’arte permette di dare vita ad ogni piccolo istante e dove solo rientrando in se stessi si trovano la forza e le risorse per “rinascere” a vita nuova.

Alla domanda “Manuela cosa provi mentre dipingi”?
Lei risponde: “quando dipingo entro nel quadro, lo vivo, mi immergo, diventa parte di me, gli do le mie emozioni e quando è finito è una parte della mia anima che si stacca, un sentimento che viene trasfigurato in realtà e vivrà sulla tela per sempre”.

Dicono di lei

Rocco Gorgoni, pittore di fama internazionale, la definisce come “artista squisita in cui le forme ed i colori dei suoi dipinti sono sentiti come simboli di un mondo di sentimenti e si fanno interpreti di una esaltante concezione dell’universo; la pittura di Manuela è un miracolo di atmosfera che avvolge in un clima di serenità; miniera inesauribile dell’immaginazione sono l’invenzione di fiori materici esaltati dal colore, equilibro tra la verità ottica delle rose e il sentimento lirico di queste sono la più alta conquista realizzata dai suoi dipinti”.

Luciano Pavan anch’egli pittore e musicista scrive: “Manuela ha avuto questa inattesa fortuna, come fulminata sulla via di Damasco viene per cause a noi ignote folgorata dalla luce, non solo, anche dal colore. Non rimane cieca per tre giorni come San Paolo, ma anzi le si illumina l’anima, il cuore, gli occhi: è la luce dell’arte.
Manuela risponde con la tecnica più difficile quella della semplicità, pienezza e purezza, colori rutilanti sottolineati da forti contorni, pennellate vorticose, gestualità a volte voluttuosa carica di colore che esce dall’anima come acqua sorgiva e zampillante in una ispirazione ininterrotta e in uno spazio pittorico regolato da leggi interne”.

Elisabetta Roncati, esperta di arte contemporanea e creatrice del marchio Art Nomade Milan, scrive: “Manuela con il suo atto creativo ha voluto mettere in luce un concetto all’apparenza semplice, ma di cui troppo spesso ci dimentichiamo: la straordinarietà del quotidiano. Presi dai mille impegni di una vita frenetica difficilmente ci fermiamo e prendiamo del tempo per noi stessi, per guardarci dentro. Ci voleva una pandemia globale, uno stop forzato e forzoso per interrompere le cieche “corse” prive di uno scopo finale. Ma non solo. Ci voleva e ci vuole coraggio: il coraggio di rimanere soli con se stessi, con il bene od il male che si cela in fondo alle nostre anime, con il dolore o le gioie nascoste che non paventiamo al prossimo, indossando le nostre maschere quotidiane. E Manuela questo coraggio l’ha avuto. Come una leonessa si è liberata dalle catene ed ha iniziato a volare, incoraggiata dall’osservazione dei suoi due bambini, nutrita dall’amore più forte che possa esistere: quello verso un altro essere umano nato dal proprio ventre.

Portfolio

Portfolio digitale

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Video

Pubblicazioni opere

• “Amore infinito” (materico e stucco con acrilico) sarà presente a EXTEMPORAMNIA 2020, festival nazionale della pittura estemporanea 29-30 Agosto a Teramo.

• “La donna delle rose-estasi” (olio su tela) è stata selezionata alla Mostra Pinter della Città di Budapest a novembre 2020 (vernissage posticipato a marzo 2021 per emergenza Covid) ed è stata pubblicata su Art Now nel numero di settembre/ottobre 2020

• “Prato di rose” (materico monocromatico) è stata selezionata per la mostra per il Premio internazionale Raffaello Sanzio a Roma a Settembre 2020 e pubblicata.

• “The White Infinity roses” (materico e stucco con acrilico) e’ stata selezionata per la mostra per il Premio internazionale Leonardo Da Vinci a Firenze il 27 settembre 2020 ed è pubblicata su Art Now nel numero di Settembre/Ottobre 2020.

• “Rose donate che si posano sul cuore “ selezionata per la mostra internazionale Città di New York Ottobre 2020 (posticipato vernissage a marzo 2021 per emergenza Covid) e pubblicata su rivista Art Now Ottobre 2020.

• “Cascata di rose” selezionata per il Premio internazionale Città di Parigi Maggio 2021 e pubblicata in seconda di copertina a dicembre 2020 su Art Now.

• Nr. 4 opere selezionate saranno pubblicate sull’Annuario degli Artisti Mondadori Edizioni con critica di Vittorio Sgarbi nell’anno 2021

• Nr. 7 opere pubblicate su collana “sfumature “ casa editrice Pagine

• Nr. 8 Opere su Collana di Pittura Dantebus “Bazart” edita da Dantebus Edizioni.

MANUELA CARNINI

Artista contemporanea
info@manuelacarniniartista.it
www.manuelacarniniartista.it

Prossima mostra

13 settembre 2020 | ore 16.30
Castello dei Cento Tetti
Via Don Luigi Sturzo, 17
Cassano Magnago (Va)

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